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ipachinesi

Progetto per Pachino (Corrado Di Pietro)

LA CULTURA

La cultura non riguarda il livello di istruzione di un popolo o la frequenza ai teatri o la lettura di giornali e libri; tutto questo è solo una parte di quel vasto mondo culturale, che qui vogliamo intendere nella sua accezione più vasta di civiltà.

La  civiltà è il modo di essere, di pensare e di agire di una comunità e questo modo viene estrinsecato attraverso le manifestazioni del pensiero, dell’arte, della tecnica, della scienza e del genio multiforme di una comunità di persone, sia essa piccola o grande.

Pachino, pur non avendo una lunga storia alle spalle, ha dimostrato nel tempo di avere risorse intellettuali, artistiche, economiche e turistiche che, in modo molto sporadico, hanno raggiunto buoni indici di qualità..

Questo “Progetto Culturale per Pachino” (da ora P. C. P.) intende valorizzare organicamente le numerose forze intellettuali ed artistiche che operano in città; intende tracciare nuove linee di orientamento culturale che tengano conto della storia, del patrimonio archeologico e paesaggistico del territorio, nonché delle tradizioni e della cultura marinara del paese; intende soprattutto ridare alla città una immagine e un ruolo importante nelle vicende culturali siciliane

Per fare tutto questo occorre sin da ora progettare il futuro secondo un piano organico di sviluppo territoriale e sociale. Ciò in quanto pensiamo che non ci sia ambito cittadino che venga esentato dal progetto culturale: dai servizi sociali all’urbanistica, dai lavori pubblici all’istruzione, dal patrimonio immobiliare al bilancio, dal turismo allo sport; la qualità della vita cresce se tutta la comunità contribuisce a un generale sviluppo delle condizioni socio-culturali e infrastrutturali della città.

Pertanto sarà compito dell’assessore alla cultura, oltre che provvedere in proprio allo sviluppo e all’organizzazione delle iniziative di sua competenza, anche a stimolare quelle altre iniziative, che competono ad altri assessorati, che in qualche modo appaiono collaterali e utili allo sviluppo delle iniziative culturali

Si faranno solo alcuni esempi:

 

2. 1. - Toponomastica

Istituzione di una commissione che provveda alla intitolazione di vie, piazze, edifici ecc. a illustri personaggi pachinesi o siciliani, cancellando nomi di città, di regioni, di fiori e quant’altro sia completamente estraneo alla storia e alla cultura locale. E’ questo un esempio altissimo di onorare i nostri diretti benefattori e didatticamente utile per la conoscenza delle nostre radici. Le targhe murali devono essere di bella fattura, eleganti e complete di nome e cognome, luogo e data di nascita e di morte, titolo peculiare.

N. B. - Questo compito potrebbe essere assolto dalla Consulta per la Cultura, della quale si parlerà in seguito.

 

 

2. 2. - Cartellonistica pubblicitaria

Eliminazione totale degli attuali bruttissimi supporti in tubolari di ferro che deturpano anche i prospetti degli edifici e creazione di nuove bacheche, di semplice ma elegante fattura, da istallare solo nei punti che non arrecano pregiudizio al paesaggio.

 

 

2. 3. - Piazza V. Emanuele

Risistemazione generale con ridistribuzione degli spazi e del verde. E’ auspicabile eliminare il vecchio monumento ai caduti per

dare posto a una grande fontana con al centro una scultura (si potrebbe pensare a un monumento all’emigrante, visto che Pachino deve molto all’emigrazione; tale monumento potrebbe essere sponsorizzato direttamente dagli emigranti, oltre che dal Comune).

La piazza va ripavimentata e abbellita nell’arredo e nell’illuminazione. Per questo dare incarico a un noto architetto, tramite concorso pubblico nazionale.

Inoltre è ormai tempo che si provveda a una seria disciplina del traffico sia attorno alla piazza che nei quartieri limitrofi. L’ideale è quello di realizzare un’isola pedonale, almeno domenicale, comprendente oltre la piazza anche il primo quartiere attorno ad essa. Si dovrebbe arricchire con piante ornamentali e illuminazione artistica tutto questo centro ( l’illuminazione potrebbe essere pagata dai commercianti che esplicano la loro attività in questa zona).

 Infine si devono disciplinare meglio le concessioni di suolo pubblico in questa zona, concedendole solo in pochi casi limitati nel tempo (in nessun paese civile e soprattutto a destinazione turistica si vedono grandi spazi di marciapiedi occupati da tavoli, bidoni, tubi di plastica, sedie, oggetti di vario genere ecc.)

 

2. 4. - Monumento ai caduti

Va eretto un monumento a tutti i caduti pachinesi di tutte le guerre. L’attuale monumento è dedicato solo ai caduti della I guerra mondiale, offendendo così la memoria degli altri.

A tale scopo si presta molto bene la piazzetta Starrabba dove si erge solenne e maestosa la bella colonna fenicia; questa colonna potrebbe essere magnificamente inserita nel contesto monumentale dedicato ai caduti.

2. 5. - Lo sportello comunale

La sistemazione della piazzetta Starrabba dovrà prevedere anche lo spostamento dei gabinetti pubblici; al loro posto potrà avere sede uno sportello comunale della cultura, del turismo e dei servizi sociali. Questo sportello, attrezzato con supporti informatici e arricchito di materiale pubblicitario di ogni genere,  potrà fornire utili informazioni ai pachinesi e ai forestieri su tutte le attività culturali, turistiche, sociali ed economiche che si svolgono in città.

 

 

2. 6. - I gabinetti pubblici

Potrebbero essere ripristinati i gabinetti scavati sotto la piazza V. Emanuele, negli anni cinquanta, con ingresso dalla via Torino; oppure bisogna collocarli in un luogo un po’ più decentrato e nascosto. L’attuale posto è troppo vicino alla piazza e a varie attività commerciali.

 

 

2. 7. - Piano del colore e delle insegne

Tutti gli edifici attorno alla piazza e nei quartieri commerciali adiacenti devono presentare, nei prospetti, colori quasi uniformi, senza vistose differenze tonali; le insegne commerciali devono essere eleganti e seguire, possibilmente, lo stesso stile (il liberty starebbe bene). A questo proposito la commissione edilizia o un’altra commissione (ad es. quella commerciale) dovrebbe esprimere un parere vincolante prima del rilascio del certificato di destinazione commerciale o della concessione edilizia.

 

 

2. 8. - Casa di San Giuseppe

Acquisizione del piccolo edificio terraneo ubicato ad angolo fra la via Anita e la via F. Ferrucci, conosciuto come la “Casa di San Giuseppe”, per la presenza di un’edicola col santo (forse esiste già una proposta di acquisto da parte del Comune). Questi locali, opportunamente restaurati, potrebbero ospitare alcune attività turistico-culturali del Comune o potrebbero essere affidati a organismi associativi cittadini di buon livello (per es. l’Università della terza età).

 

2. 9. - Ampliamento del territorio comunale

E’ questo il più serio dei problemi perché investe il piano economico e quello legato al reperimento delle strutture comunali da utilizzare ai fini socio-culturali. Se si pensa che un quarto del borgo di Marzamemi (compreso l’ex edificio scolastico), giace su territorio di Noto e che questo s’intrufola quasi fino alle ultime case di Pachino, ben si capirà quale urgenza e attenzione meriti questo problema. A tal fine dovrà essere costituita una commissione per lo studio amministrativo e territoriale del progetto di revisione territoriale del Comune (esiste già qualcosa di simile che potrebbe essere riattivata e incrementata).

 

 

2. 10. - Marzamemi

Tutto il borgo deve essere destinato al turismo e alla cultura. Il rilancio di Pachino dovrà necessariamente passare dal rilancio di Marzamemi. Quindi il lavoro dell’Assessorato alla Cultura dovrà penetrare anche nella sfera di competenza di alcuni altri assessorati: turismo, lavori pubblici, patrimonio ecc.

 

Acquisizione del piccolo edificio terraneo ubicato ad angolo fra la via Anita e la via F. Ferrucci, conosciuto come la “Casa di San Giuseppe”, per la presenza di un’edicola col santo (forse esiste già una proposta di acquisto da parte del Comune). Questi locali, opportunamente restaurati, potrebbero ospitare alcune attività turistico-culturali del Comune o potrebbero essere affidati a organismi associativi cittadini di buon livello (per es. l’Università della terza età).

 

2. 9. - Ampliamento del territorio comunale

E’ questo il più serio dei problemi perché investe il piano economico e quello legato al reperimento delle strutture comunali da utilizzare ai fini socio-culturali. Se si pensa che un quarto del borgo di Marzamemi (compreso l’ex edificio scolastico), giace su territorio di Noto e che questo s’intrufola quasi fino alle ultime case di Pachino, ben si capirà quale urgenza e attenzione meriti questo problema. A tal fine dovrà essere costituita una commissione per lo studio amministrativo e territoriale del progetto di revisione territoriale del Comune (esiste già qualcosa di simile che potrebbe essere riattivata e incrementata).

 

 

2. 10. - Marzamemi

Tutto il borgo deve essere destinato al turismo e alla cultura. Il rilancio di Pachino dovrà necessariamente passare dal rilancio di Marzamemi. Quindi il lavoro dell’Assessorato alla Cultura dovrà penetrare anche nella sfera di competenza di alcuni altri assessorati: turismo, lavori pubblici, patrimonio ecc.

 Analizziamo alcuni interventi di base:

a - Ampliamento dell’attuale piazzetta sul litorale di levante fino alla balata. Esiste, presso la Capitaneria di Porto di Siracusa, una richiesta di concessione dell’area demaniale marittima attigua alla piazzetta; riprendere questa richiesta e seguirla fino al conseguimento della concessione. Nella progettazione dei nuovi spazi attrezzati si dovrà prevedere anche un piccolo anfiteatro per le attività sceniche e musicali estive. Successivamente tutto questo spazio dovrà essere proposto per la sdemanializzazione e l’acquisto da parte del Comune.

b - Acquisizione dell’area patrimoniale dello Stato  di mq. 2313  (B.P.S. n. 260) F. 1 p.lla 95, ubicata nella riviera nord dell’abitato (si tratta della piazzetta alle spalle del bar Montoneri).

Questa piazzetta, realizzata dal Comune su suolo statale, potrebbe essere destinata a varie attività teatrali e musicali o a fiere e sagre. Tutta l’area è stata oggetto di richiesta di acquisto da parte comunale ed esiste una pratica in corso presso la Direzione Compartimentale del Territorio per la Regione Sicilia, Sezione Staccata di Siracusa.

c - Acquisizione dell’area patrimoniale dello Stato di via Arnaldo da Brescia di mq. 379 (B.P.S. n. 161 - F. 1 p.lla 167). Anche per tale area forse esiste una pratica di acquisto presso il superiore ufficio, citato alla lettera “b”. In quest’area di completamento urbanistico potrebbero sorgere edifici comunali per varie attività (musei, scuole, palestre ecc.).

d - Acquisizione del piccolo fabbricato di mq. 75, denominato “Ex dogana”, ubicato in Piazza Regina Margherita (B. P. S. n. 61 - F. 1 p.lla 108). Attualmente è dato in concessione al Comune ma è abusivamente occupato da privati. In questo edificio, risanato e ristrutturato, potrebbero avere sede alcune associazioni artistiche oppure potrebbe servire quale sede della delegazione comunale (con sportello anagrafico, stato civile, informazioni turistiche, ecc).

e - Sistemazione della grande area delimitata dalla diga. Quest’area ricade per la maggior parte sul territorio di Noto; tuttavia è totalmente inserita nel tessuto urbano di Marzamemi e quindi va sistemata. Si potrebbero realizzare un parcheggio e un parco-giochi per i bambini, già per altro presenti in modo disordinato.

f - Ristrutturazione dell’ex edificio scolastico, di proprietà comunale, oggi vuoto e non utilizzato. Questo fabbricato, a due piani fuori terra, abbastanza ampio e solido nella struttura, può diventare la sede del “Palazzo dell’Arte e della Cultura”. Possono trovare posto, nelle sale di questo edificio, la scuola di musica, la scuola di danza, il piccolo teatro comunale, una sala concerti, locali per mostre.

g - Acquisizione o gestione del complesso della tonnara. E’ questo un discorso lungo, che si protrae da molti anni. Tutto il complesso pare stia per essere acquistato dalla Provincia Regionale di Siracusa. Va favorito un tale progetto a condizione che l’utilizzazione prevista porti un sicuro beneficio all’interesse turistico-culturale della nostra zona. Potrebbe anche essere gestito dalla stessa Provincia non incidendo così sul bilancio comunale; ciò che importa è che il Comune dovrà partecipare alle scelte di destinazione e di utilizzo dell’immobile, inserendo lo stesso nel proprio progetto culturale cittadino. A questo proposito una parte dell’immobile potrebbe essere destinata ad ospitare un grande museo della cultura materiale contadina e marinara; altri locali possono essere destinati a varie attività turistico-culturali o di promozione sociale.

2. 11. - La promozione spirituale

Alcuni parroci hanno richiesto un serio intervento del Comune nell’opera di educazione religiosa e spirituale che loro conducono, soprattutto in ambito giovanile. E’ evidente che una crescita culturale passa necessariamente attraverso una più adeguata

crescita spirituale e quindi l’A. C. non può restare insensibile davanti a questo problema (vedi, a tal proposito, l’art. 3 comma 4 dello Statuto).

E’ dunque necessario procedere a un incontro con i parroci, il pastore valdese e gli altri operatori dello spirito per valutare le loro proposte e progettare un lavoro comune di educazione e di collaborazione.


 

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