Politica o antipolitica ?

(da un newsgroup di politica, una definizione della politica che mi piace) 
Ho sempre pensato che la politica sia pensiero e azione. Una politica fatta
di azione senza pensiero è opportunistica e semplicemente contingente alle
situazioni quotidiane, incapace di guardare lontano. Una politica fatta di
pensiero senza azione è una politica intellettuale, spesso autoreferenziale
e lontana dalla gente. Il giusto equilibrio è sicuramente un mix tra
intellettualismo e pragmatismo. Facile a dirsi difficile a farsi. Non mi
meraviglio quindi del rigurgito anarchico che si nasconde dietro il
sentimento dell’antipolitica. Se la politica è sfruttamento, è volgare nei
modi, incapace di informare e di dialogare con i cittadini, perché troppo
impegnata a decidere chi deve prendere quello o quell’altro incarico, se la
politica è divoratrice di denari pubblici e incapace di aiutare a soddisfare
le piccole necessità quotidiane dei cittadini, allora sono per l’antipolitica!
Ma se al contrario la politica è passione, partecipazione e trasparenza,
capace di aggregare e di comunicare la propria direzione, capace di rendere
i cittadini coscienti del proprio futuro, dei propri diritti e non solo dei
propri doveri, lungimirante e visionaria, allora sono e sarò sempre per la
Politica! Il punto è proprio questo: definire cosa sia la politica e cosa l’antipolitica.
Definito l’ambito e lo spazio in cui si muovono l’una e l’atra definizione,
possiamo con chiarezza, ma soprattutto con coscienza definirci vicini al
mondo della politica o dell’antipolitica. Detto questo è interessante notare
come chi si ritenga vicino all’antipolitica è anche chi non la vive, non l’ha
mai vissuta e ne ha soltanto sentito parlare, oppure nel migliore dei casi
né ha avuto un piccolo assaggio sufficiente per farlo andare predicando in
giro che la politica fa schifo, che sono tutti uguali e roba del genere.
Troppo semplice battere in ritirata ed incolpare dei mali del paese la
Politica piuttosto che le persone arroganti ed ignoranti che la gestiscono e
la governano! Molto più difficile farla, con onestà, chiarezza ed una buone
dose di coraggio, per portare nel proprio piccolo un contributo che ha l’ambizione
di voler invertire la rotta. È la partecipazione la chiave di una nuova
politica non di certo l’antipartecipazione o la critica fine a se stessa.
Chi parla di antipolitica si rimbocchi le maniche e inizi a fare Politica,
quella con la “P” maiuscola, di cui ho già dato per quel che mi riguarda la
definizione.

Christian Lalla

(per essere precisi il ng è free.it.politica.alleanza-nazionale)

 

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