Ah ! se Campisi imparasse da Sergio Monaco…..

“Navigare a vista, senza una maggioranza politica che condivida un progetto, può solo arrecare danno alla nostra città. La coerenza politica impone di prendere atto della nuova situazione. Coerentemente con quanto affermai al momento delle elezioni, confermo oggi che non intendo inseguire i consiglieri comunali alla ricerca di una maggioranza e, pertanto, preferisco dimettermi ed affidare a nuove elezioni il futuro di Carlentini.” 

Non si può che provare un sentimento di ammirazione per la coerenza di un uomo politico e per il coraggio nel sapere abbandonare quando si capisce di non potere più andare avanti.

L’esperienza degli ultimi anni, in tanti comuni, ci ha detto che quando un sindaco perde la sua maggioranza non riesce più a governare e prima si torna alle elezioni e meglio è.

Sergio Monaco, sindaco di Carlentini, è l’esempio e modello di come dovrebbe comportarsi qualunque altro amministratore si possa, malauguratamente, trovare nelle medesime condizioni.

Egli costituisce, per noi pachinesi, per la stragrande maggioranza dei pachinesi, anche motivo d’invidia.

Ebbene si, bisogna ammetterlo. Proviamo invidia nei confronti dei carlentinesi perché tra loro militano e fanno politica uomini veri e degni di interpretare la rappresentanza dei propri concittadini.

La sua prima frase, riportata sopra, è la reale condizione in cui si trova oggi il comune di Pachino.

Si naviga a vista, senza maggioranza e senza lo straccio di un progetto politico. Si sta realmente arrecando un danno al paese.

E allora, con un atto di intelligente umiltà, il sindaco Campisi, prenda esempio da Sergio Monaco e faccia ritornare i pachinesi alle urne. Al paese non serve che lui mantenga questo stato di immobilità. Con i suoi nuovi compagni non è riuscito, ad oggi, a organizzare un bel niente. Vivacchiano alla giornata e passano il tempo a scrivere ridicoli fogliettini. Di ben altri uomini ha bisogno la nostra città.

Sergio Monaco ha deciso di tornare ad occuparsi del suo lavoro, forse anche di ripresentarsi alle prossime consultazioni, ma con l’animo sereno di chi ha la coscienza a posto.

Campisi lo imiti, torni a fare il suo precedente lavoro e, se vuole e ha coraggio, si ripresenti ai pachinesi che lo potranno benissimo rimettere su quella sedia che non vuole proprio lasciare.

Altrimenti, come temiamo, dovremo continuare a invidiare Carlentini.

Pachino, 02/08/2007                                                                          f.to         Turi Borgh

 

Lascia un commento

Devi essere autenticato per inviare un commento.